sabato 16 settembre 2017

Punti e interrogativi

Torno a occuparmi del blog dopo una pausa piuttosto lunga, durata un'estate intera, con una nuova recensione di una bella raccolta di racconti: Punti e interrogativi. 


Sia che affronti temi come la violenza sulle donne e il maschilismo, la competizione esasperata nel mondo del lavoro, il classismo oppure il razzismo, sia che ci parli di sentimenti, di ricordi dolorosi, di emozioni preziose, Manuela Bonfanti riesce sempre a essere convincente. 

Merito del suo stile ricco e articolato indubbiamente e della sensibilità con cui affronta argomenti impegnativi. Eppure il vero motivo che rende "Punti e interrogativi" un gran bel libro è che presenta personaggi memorabili. 






L'autrice costruisce protagonisti e comprimari con grande abilità variando spesso le sfumature espressive, facendoci entrare nei loro pensieri più reconditi, forgiando caratteri complessi con pochi tratti di penna.   

Così in "Domino" è facile immedesimarsi in un doloroso conflitto di famiglia, oppure lasciarsi toccare dalle difficoltà di Margherita a inserirsi in un ambiente ostile come raccontato in "Rammendi". 

Racconti eterogenei, mai risolti con finali edulcorati ma pieni di personaggi a tutto tondo che confliggono, amano, soffrono, odiano, cercano riscatto, così come è nella vita. "Punti interrogativi" è una raccolta pregevole, piena di spunti interessanti e di scorci inusuali e Manuela Bonfanti un'autrice originale e dotata.


Punti e interrogativi è pubblicato da Antonio Tombolini editore all'interno della collana Oceania. Lo potete trovare anche in EBOOK, in CARTACEO e anche come AUDIOLIBRO.

domenica 14 maggio 2017

Una poesia erotica di Alda Merini

  

Il suo sperma bevuto dalle mie labbra era la comunione con la terra.

Bevevo con la mia magnifica esultanza guardando i suoi occhi neri che fuggivano come gazzelle.

E mai coltre fu più calda e lontana e mai fu più feroce
il piacere dentro la carne.

 
Ci spezzavamo in due come il timone di una nave che si era aperta per un lungo viaggio.

Avevamo con noi i viveri per molti anni ancora i baci e le speranze e non credevamo più in Dio perché eravamo felici.





(Alda Merini, tratto da Clinica dell’abbandono (Einaudi 2003), foto di Jean-Francois Depuis )

sabato 1 aprile 2017

Il viaggio



Noi partiamo un mattino con il cervello in fiamme,

con il cuore gonfio di rancori e di desideri amari,

e andiamo, cullando al ritmo delle onde il nostro infinito

sul finito dei mari.

 

Alcuni sono lieti di fuggire una patria infame,

altri l’orrore della loro nascita,

altri ancora –astrologhi sperduti negli occhi di una

donna- la tirannica Circe dai pericolosi profumi…

 



Ma i veri viaggiatori sono soltanto quelli che partono per

partire; 

cuori leggeri, simili agli aerostati, essi non si separano

mai dalla loro fatalità,

e senza sapere perché, dicono sempre “Andiamo”!

 

I loro desideri hanno le forme delle nuvole.

                                                                                                     Charles Baudelaire


lunedì 13 febbraio 2017

Una bellissima recensione di Pocofuturo

...a cura del blog Sogni d'inchiostro

  

Semplice, spontaneo, un po' triste e folle, carico di drammaticità che sedimenta dentro l'anima di chi legge, riesce a trascendere nello sconfinato mondo dell'immaginazione. Ed, ambientato in un epoca e in un universo il cui filo narrativo ho visto sbrigliare come una matassa, forse un po' troppo velocemente, è destinato ad disgregarsi come la materia che lo compone. Frantumarsi fino a livelli superiori.


Recensione completa qui

domenica 22 gennaio 2017

Un buon dizionario dei sinonimi

Quando si scrive Fiction, articoli giornalistici o semplici post su di un blog è di norma affidarsi al dizionario dei sinonimi del proprio browser; Open Office (o Libre Office) ne contengono uno discreto, così come Microsoft Word. Selezionando un termine come "relazione" su OO ad esempio e cercando sul menù a tendina il comando "sinonimi" appariranno sei significati similari. Ora sei termini alternativi sono sufficienti per la gran parte dei casi. Eppure spesso si rimane delusi dalla pochezza delle proposte e quel termine che abbiamo sulla punta della lingua e che donerebbe una patina d'eleganza all'intera frase non c'è.
Possiamo accontentarci scegliendo un termine alternativo oppure possiamo avventurarci on line alla ricerca di un dizionario più completo col rischio di passare tempo prezioso prima di trovare qualcosa di valido o distrarci con le "mille luci" di internet. C'è una terza possibilità: servirsi di un dizionario dei sinonimi "stand alone" presente sul nostro computer. Tuttavia i migliori dizionari off line sono a pagamento e spesso attuano una politica un poco invasiva sulle licenze da aggiornare e sulle attivazioni. C'è fortunatamente una alternativa open source, free e assolutamente gratuita: si tratta di Golden Dict.




Golden Dict gira su Windows, Linux, Android (e quindi anche su qualsiasi smartphone o tablet); è possibile installarlo nel computer o usare una versione portatile. non ha nel suo interno i dizionari già caricati, dovrete provvedere voi. Ma in questo modo Golden Dict diventa veramente versatile. Sarà possibile caricare oltre a quello sui sinonimi, dizionari tecnici, morfologici, di altre lingue (per tradurre semplicemente selezionandola una parola in lingua inglese, ad esempio) e molto altro.




Oltre ai dizionari StarDict (molto validi e completi) accetta anche dizionari Babylon che, pur essendo il software a pagamento leader del settore, offre alcuni dizionari gratuitamente (Qui)
Altre funzioni interessanti sono date dalla possibilità di ascoltare la pronuncia della parola selezionata e dalla capacità del software di interfacciarsi a Wikipedia.




 Può inoltre connettersi a vari dizionari on line se proprio volete il massimo della versatilità. L'interfaccia è semplice ed efficiente.
Tornando all'esempio precedente, il termine "relazione" con il dizionario dei sinonimi e contrari di StarDict riporterà ben 39 significati similari.
Nella sezione "download" troverete la possibilità di scaricare la versione portatile di GoldenDict con al suo interno già un dizionario dei sinonimi e contrari perfettamente funzionante.

giovedì 29 dicembre 2016

Recensione Pocofuturo

Un blog molto interessante e seguito, L'amica dei libri, ha recensito Pocofuturo. Ringrazio l'autrice Antonietta Mirra! 

 

 "Incontri improbabili tra uomo e donna, relazioni difficili tra padri e figlie, situazioni imbarazzanti al limite della vergogna e dell’esaltazione, Pocofuturo è un viaggio vero e proprio in un sostanziale universo umano privo di dolcezza e di delicatezza, salvo qualche attimo più morbido e accondiscendente. Il titolo stesso non mente. Di quel poco futuro a cui si allude, l’autore non sembra dimenticarsi della possibilità di qualcosa di più positivo che scavalchi il muro di solitudine e di incomprensione che si respira in molte storie, per andare ad abbracciare una visione più costante, appena calda ed accogliente."

Recensione completa qui


martedì 13 dicembre 2016

E io ti penso. Ma non ti cerco.

Non ho smesso di pensarti, 
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe poter tornare, 
che mi manchi e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai, 
e mi manca saperlo.
Come stai?
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos'hai sognato?
Esci?
Dove vai?


Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
A sperare.
E pensiamoci,
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
Che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
Che scrivo di te.
E infine, ricordati che cercare e pensare sono due cose diverse.
Ed io ti penso.
Ma non ti cerco.

Charles Buckowski


lunedì 5 dicembre 2016

Nuova recensione di "Pocofuturo"

...a cura di Ornella Nalon, per Gli Scrittori Della Porta Accanto che ringrazio!


Un insieme eterogeneo di storie, così come dissimili sono quelle della vita reale, viste con un occhio attento e disincantato, narrate con abilità descrittiva e coinvolgente. Ci sono scrittori che tendono a romanzare l'esistenza raccontata, che la edulcorano per renderla più accettabile, Sergio Beducci non lo fa. Egli la racconta così come la vede, come la vediamo tutti. Le sue parole possono mutarsi in uno stiletto che fende l'anima, altre volte una carezza che la consola e la guarisce.



Qui trovate la recensione completa

sabato 26 novembre 2016

Oltre i confini del mondo

Ho letto con piacere il libro di Ornella Nalon, colpito anche da un titolo quantomeno evocativo e dalla bella copertina che non poteva non farmi pensare a Hemingway e alla sua Africa. In effetti, pur essendo ambientata in Tanzania dove Hemingway rischiò la vita e subì ferite che lo segnarono per il resto della vita,  la storia raccontata dall'autrice è molto diversa, e non poteva essere altrimenti. Eppure mi ha catturato sin da subito. E' un libro che si legge benissimo, con pochi dialoghi, molto "raccontato". Qui di seguito la recensione completa.


In “Oltre i confini del mondo” di Ornella Nalon è narrata la storia di due donne forti, generose, ostinate, che seppur provate dalle vicissitudini della vita scelgono di non arrendersi, di reagire, di combattere. Le seguiremo attraverso un percorso doloroso, conflittuale, fino al momento in cui riusciranno a riscattarsi e a costruire un futuro migliore per loro stesse, per coloro che amano.

Assireni vive in Africa, è una donna Masai. La cultura nella quale cresce è patriarcale, vuole la donna sottomessa. Eppure, già prima di incontrare mama Nora (Eleonora), l'occidentale che ha scelto di trasferirsi in Tanzania per aiutare la popolazione con le sue conoscenze mediche, si ribellerà, a modo suo, alle tradizioni Masai che vive come opprimenti. Dal loro incontro nascerà un'amicizia forte, fatta di rispetto, empatia, accoglienza. E un destino migliore per Sabra, sua figlia.

L'autrice sceglie un tocco lieve, uno stile semplice ma efficace per raccontare questa storia, evitando opportunamente a mio avviso, di appesantire la narrazione con toni troppo emotivi. Fa un passo indietro e lascia la vicenda in primo piano, permettendo che si dipani in tutta la sua forza. Spesso utilizza il flash back per fare luce sulla vita precedente di Eleonora, sulle vicende che l'hanno portata ad abbandonare la terra dove è nata, le sicurezze, gli affetti. Sono ben descritte, con un tocco delicato di sensibilità tutta femminile, le atmosfere che si instaurano tra le due protagoniste.

L'Africa è sullo sfondo, mai invadente. Poche le descrizioni del paesaggio, ma pregevoli. Quando il sole sorge si confonde quasi col rosso della terra Masai dominata da un cielo blu cobalto. I personaggi sono ben caratterizzati, specialmente Eleonora di cui conosciamo anche sensazioni, stati emotivi, distanze affettive. Assireni viene dipinta attraverso il racconto che di lei fa Eleonora, ma il suo personaggio non è per questo meno vivido.

La storia scorre fluida, non annoia mai. Gli usi e costumi Masai sono riportati con accuratezza, senza essere moralisticamente giudicati o condannati da una visione troppo “occidentalizzata”. Non per questo si evita di sottolineare quanto dolore e privazioni possa provocare la crudele pratica dell'infibulazione ancora oggi di uso comune in alcune zone della Tanzania e in generale dell'Africa subsahariana.

Un libro intenso scritto con uno stile fluido e garbato; la storia di un incontro di culture diverse che si trasforma in un viaggio interiore di pacificazione e perdono.


Editore: 0111 Edizioni
Pagine: 114
Formati: Cartaceo, Ebook (Epub; Mobi)
Genere: Mainstream

Link Amazon (cartaceo e ebook) 

Link IBS 

giovedì 17 novembre 2016

Prima recensione per Pocofuturo

A cura del blog "La Kate dei libri" che ringrazio!

LA RECE DELLA KATE:
Come dico sempre, che io lo volessi o no, sono letteralmente (e letterariamente) incappata nell’horror. O l’horror è incappato in me? Comunque… le cose stanno in poco posto: l’horror mi circonda, così come il fantastico. Le case editrici e gli scrittori che trattano questo genere letterario mi vogliono bene e io voglio bene a loro. Molto. Ma ho sempre pensato che non avrei voluto – né mi farebbe gioco – fossilizzarmi su un genere solo, ché un genere solo poi ti toglie energia, fantasia, ti toglie le parole di bocca, ti toglie ossigeno dal cervello. Ma certamente non è facile inserirsi in altri circuiti, soprattutto se buona parte del tuo blog è dedicato alla letteratura di genere. Risultato? Ah, niente, gli altri libri me li compro ahahahahaha!
Poi però ogni tanto capita la sorpresa. Arriva un romance, un fantasy, un giallo… e io scodinzolo felice, perché mettermi alla prova con altri generi mi piace e mi esalta. Un nuovo genere significa nel novanta percento dei casi altre parole da scegliere, altri circuiti mentali da attivare, altre persone a cui parlare.
Capita anche che ti arrivi una antologia via l’altra e tu pensi “Adesso basta”, perché le antologie sono facili da recensire come un trattato di neuropsichiatria.
Ma ti arriva una mail, ti viene proposta una antologia che parla di ragazzi e tu non riesci a dire di no.
E dici di sì.
Subito, di getto.
Anche se avevi detto che di antologie e di raccolte di racconti ne avevi piene le scatole.
Anche se tu stessa scrivi racconti e dopo aver letto tutte quelle antologie sei giunta alla conclusione che tu una raccolta di tuoi racconti non la farai mai.
Insomma.
Pocofuturo.



Pocofuturo è un titolo che non mi piace, mettiamolo in chiaro sin da subito, così ci togliamo il dente e andiamo via svelti svelti.
Pocofuturo è una raccolta di racconti che un giovane autore, Beducci, ha creato per noi nel tentativo di immortalare, senza filtro alcuno, un mondo fatto non solo da imprenditori, non solo da genitori, non solo da politici, non solo da economi, non solo da grandi multinazionali, non solo da gente adulta che ha già il potere (e che spesso lo sfrutta molto male), ma anche da ragazzi. I ragazzi che spesso non vediamo, che fanno casino per prendere aria, che sgranano gli occhi perché vogliono vedere, che ballano e sballano perché troppo hanno visto, che soffrono senza risposte; i ragazzi a cui spesso non si chiede “Come stai” e che, come il protagonista del primo racconto, altro non cercano che lacrime da piangere e qualcuno che accolga i loro silenzi. Poi c’è Giovanna, che va troppo di fretta per vedere davvero; Cesare che confonde amore e vendetta; Alice che sente nel petto un grido che somiglia alla parola libertà; c’è Emma che sorride e dice di star bene; c’è Briciola, futuro blogger, lucido e tagliente come una trappola per cacciatori.
Hanno tutti un nome, una storia e una famiglia. Sono ragazzi come tanti, come noi, come i nostri figli. Ci sono cose che capiscono bene (“Sono tutti zombizzati” dice Alice alla sua amica) e ci sono cose che non capiscono affatto (ma la morte, chi la capisce davvero?). Cose che possono fare e cose che non può fare nessuno. E allora non resta che vivere facendo meno male possibile e sentendo meno male possibile.
Perché gli ho dato 7?
Pocofuturo è un titolo triste. Anche alcuni racconti lo sono. Altri invece no, o a me non è parso. Non è una raccolta horror (anche se l’ultimo racconto…), insomma. Sono racconti, punti di vista, idee sparse sulla vita. Che detta così viene da dire Uh santa paletta che due palle, arriva il filosofo!
Invece no.
Invece no!
A parte che finalmente sono incappata in una raccolta di racconti breve (qualcuno lassù mi ama), sono anche incappata in una voce giovane, fresca, umile, gentile. Gentile anche quando parla di cose non bellissime, anche quando non c’è lieto fine alcuno, anche quando non ce lo aspettiamo.
Non è un urlo, non è un sussurro altrettanto spaventevole: è il quieto chiacchierare di chi vuole dirci qualcosa senza scioccarci, con il solo intento di metterci a conoscenza di qualcosa che gli preme. Una voce limpida, ferma e sicura. Uno sguardo a fuoco che non è disfattista ma nemmeno inutilmente edulcorante.
Il lettore viene catturato da una prosa veloce che non è mai sincopata o dall’effetto “avevo il caffè sul fuoco” ma comunque lieve e sincera e modesta e quindi, nonostante tutto e per una volta, tranquillizzante.
Il mio racconto preferito? Io ho ragione. Una chiusa spettacolare e, purtroppo, molto molto vera. Siamo disattenti, rabbiosi, incivili. Quando abbiamo ottenuto ciò che vogliamo passiamo all’obiettivo successivo, alla prossima lotta, alla prossima sberla da dare. Vogliamo cose, stringiamo con i denti, ringhiamo come cani ammalati e alla fine vogliamo solo quello: non l’oggetto del contendere, non la vittoria. Solo la lotta. L’adrenalina della battaglia. Mors mea, vita tua.
Pollice alto quindi per questa breve raccolta (dal titolo brutto) che, però, sa far sentire la sua voce.
Non badate al titolo. Per me il titolo doveva essere Moltofuturo, perché nonostante tutto per queste persone c’è un futuro, c’è possibilità, c’è tutto un ventaglio di colori. Ed è vero che attorno a loro c’è gente dal pocofuturo, ma bisogna pensare a loro, al loro Moltofuturo.
Scaricate il file.

lunedì 7 novembre 2016

Un’antologia solidale a favore delle zone colpite dal sisma

Ho ricevuto un invito a partecipare e diffondere questa iniziativa chiamata "Lo dono da me".
Lascio la parola agli ideatori di questo interessante contest\concorso non solo letterario, visto che abbraccia diverse discipline artistiche, Lorenzo Dati titolare del blog condiviso Lo Scrivo Da Me e Monica Pasero. I proventi, almeno in parte, andranno in beneficenza il restante all’ editore che si unirà al progetto.

 "Per la sezione fotografia in aggiunta allo scatto intendiamo unire riflessioni, poesie, impressioni di autori interessati a collaborare. Una collaborazione tra artisti di diversi ambiti alla ricerca di una forma artistica interessante ed innovativa, col fine di fare beneficenza a favore delle popolazioni colpite dal sisma dello scorso agosto.

 Lo stesso concetto vale per la sezione pittura, scultura, disegno.

Per la sezione poesie e prosa saranno prese in considerazione solo opere inerenti alla tematica e che rientrino nei canoni stabiliti nel regolamento.

La partecipazione è gratuita, chiediamo però la massima diffusione sui vari blog, pagine autore e altri canali mediatici e social network per far si che l’iniziativa porti frutti a favore delle zone colpite…"




Monica Pasero Lorenzo Dati.



 Possono partecipare scrittori poeti pittori fotografi disegnatori musicisti ( con testi di canzoni ) che vogliono dare il loro contributo scritto o visivo.

Tema dell’opera

RINASCITA

L’universo non avrà mai fine, perché proprio quando sembra che l’oscurità abbia distrutto ogni cosa, e appare davvero trascendente, i nuovi semi della luce rinascono dall’abisso.

Philip K. Dick

Regolamento

Scrittori: Si può partecipare con un brano di una lunghezza non superiore ai 5000 caratteri spazi inclusi inedito o edito, (se se ne possiedono i diritti) verranno scartati brani con riferimenti politici, religiosi o con contesti di discriminazione sociale non consoni all’ argomento trattato .

Poeti: Si può partecipare con una lirica a tema che non superi i 30 versi.

P.s. è gradito uso corretto della lingua italiana

Per  poeti e scrittori vi è la possibilità di essere inseriti con un proprio spazio all'interno del blog contattando il blog stesso.

Fotografi Pittori Disegnatori: possono partecipare con uno scatto di un’opera o disegno o fotografia che rappresenti il tema trattato

Musicisti: Possono partecipare con un brano di una loro canzone che riprenda il tema dell’ antologia.

Tutti i partecipanti idonei verranno inseriti nell’antologia, non si richiede acquisto copie chi volesse farlo lo farà a titolo privato, sapendo che è un‘ iniziativa puramente solidale.

Ogni autore avrà accanto all’opera una breve biografia con info sulla sua attività artistica

A tutti i partecipanti viene richiesto il consenso per pubblicare la propria opera, sapendo che è un’ opera solidale per cui non saranno riconosciute royalties sulle vendite.

Nota bene: Il materiale dovrà essere inviato non oltre il 31 dicembre 2016 unito alla liberatoria firmata al seguente indirizzo monet73@gem.it

PER FOTOGRAFIE E IMMAGINI: FORMATO JPG 

PER TESTI E POESIE: FORMATO WORD

PER GLI ILLUSTRATORI PITTORI FOTOGRAFI:

Potrà essere inserito qualora lo desideri nella sezione "Lo Espongo Da Me" del blog, che prevede la creazione di una grande mostra permanente online di tutti gli artisti, dove ogni artista può preparare un proprio progetto personale composto da: un video di 30″ di presentazioni dell’artista in buona risoluzione con una musica (scelta dall’artista) di sottofondo.Una scheda artista con le informazioni a discrezione dell’artista ed eventuali recapiti per chi fosse interessato a conoscere la Tua arte. Non vi sono obblighi, ognuno può lasciare le informazioni che vuole.Una galleria di immagini di buona risoluzione, ben fatte, da fotografi, o anche fai da te se si ama la fotografia e si ha buon occhio. In sostanza sarà curatore, scenografo del suo spazio.



sabato 15 ottobre 2016

Pocofuturo

Dopo parecchi mesi passati a rileggere fino alla nausea ogni racconto insieme alla brava editor Giulia De Gasperi, esce per la Antonio Tombolini Editore la mia raccolta dal titolo, appunto Pocofuturo (tutto attaccato!) all'interno della collana "Officina Marziani", tenuta dallo scrittore Michele Marziani.


Incidentalmente con questo ebook la Antonio Tombolini Editore (d'ora in poi ATE) festeggia le cento uscite. Va da se che "Pocofuturo" acquista anche un significato scaramantico e, si spera, benaugurante!
 Proprio per questa ragione e fino al 6 Novembre, il mio libro e gli altri novantanove, distribuiti in diverse collante tematiche molto interessanti, sono in vendita in offerta a 1.99 E, meno della metà del loro costo normale.

Ma che tipologia di racconti troverete il Pocofuturo? Il genere può essere inserito nel grande contenitore della "letteratura contemporanea"; un paio sono stati pubblicati anche in questo blog e non ho l'intenzione di cancellarli, anche se chiaramente, firmando il contratto con la ATE ne ho ceduto  i diritti d'autore.

 Sono piccoli ritratti di  adolescenti, giovani e meno giovani presi tra solitudine e incapacità di immaginare per sé o per il mondo un futuro credibile o anche solo accettabile.


Tra qualche settimana sarà possibile ordinare anche il cartaceo, l'ebook è in vendita nei principati store, tra cui Amazon

Qui di seguito, potete leggere in anteprima un paio di racconti: Anteprima Amazon

Qui invece vedere il video in cui Michele Marziani parla della sua esperienza con la ATE e del mio libro: Video







giovedì 6 ottobre 2016

Il cuore selvaggio di Simona Ferruggia

Recensione per il comitato di lettura del Writers Dreams


Titolo: Il Cuore Segreto
Autore: Simona Ferruggia
Collana: Collana Luci

Casa editrice: Watson Edizioni
ISBN: 9788898036295ISBN
Data di pubblicazione (o di uscita): Giugno 2015
Genere: Romanzo di Formazione
Pagine: 240
Prezzo:10 E 


Trama

Tra il romanzo di formazione e la saga familiare, "Il cuore segreto", di Simona Ferruggia, abbraccia tre generazioni di donne forti, sensibili, sofferenti, abusate eppure mai dome. La vicenda si svolge tra gli anni Sessanta e i giorni nostri. Protagonista è Sandra "occhi tristi", costretta dalle circostanze a costruirsi una corazza emotiva con la quale arginare il dolore e la mancanza di figure di riferimento per poter affrontare la vita che la aspetta e poter rinascere. Diana, la sorella e Federico, il suo migliore amico, sono tra le poche persone su cui può contare.

 
Contenuti
 
La vicenda, tratta da una storia vera, si segue senza fatica; a tratti appassionante, in alcune parti prevedibile, comunque non annoia mai. Il racconto non manca di coerenza e linearità. Il conflitto tra Pino e Sandra è sicuramente uno dei temi principali; reso molto bene, vivido, doloroso. C'è il disagio di vivere, c'è la paura: della malattia, della violenza, di ciò che la vita può riservare. Infine c'è il coraggio, quello che permette di andare avanti, un passo dopo l'altro, e affrontare le avversità per superarle, crescere, costruire un piccolo frammento di mondo migliore.
 
Ambientazione e personaggi
 
La descrizione degli ambienti è una delle prerogative più apprezzabili dell'autrice. Con poche pennellate riesce a rendere credibili luoghi e paesaggi, senza appesantire la narrazione con un'aggettivazione troppo ingombrante. Il lettore non fa mai fatica ad imergersi nella vicenda anche grazie a questa indubbia capacità. L'atmosfera è spesso lieve, rarefatta, tranne nei momenti più drammatici, come se Simona Ferruggia cercasse una distanza emotiva da una vicenda che, ricordiamo, è tratta da avvenimenti reali. Nonostante i personaggi siano veramente numerosi, non si rischia mai di confonderli o di dimenticarne i nomi; indice di una buona caratterizzazione di protagonisti e coprimari e soprattutto di un'ottima gestione della narrazione. Su tutti spicca Sandra naturalmente, ma anche Nilde, la madre, di cui è ben resa la distanza emotiva e lo spaesamento esistenziale. E Pino, la figura più controversa, ma anche quella resa con maggior vividezza. E' un romanzo con molti dialoghi che, tra le altre cose, aiutano a definire gli altri personaggi secondari; dialoghi che a volte possono risultare un poco piatti o leggermente manierati. Mai comunque avulsi dal contesto, né ingombranti.
 
Stile e forma
 
Stile non particolarmente ricco o ricercato: lieve, essenziale, fluido, aiuta il lettore a immergersi nella vicenda. Talvolta si sente la mancanza di qualche vocabolo più ricercato, di un aggettivo meno usuale. Ho notato, limitatamente alla prima parte del romanzo un passaggio dal passato remoto al presente, certo voluto dall'autrice e che aiuta a sottolineare vicende particolari in modo efficace e quasi cinematografico. A volte tuttavia il passaggio tra passato remoto e tempo presente avviene troppo repentinamente, anche all'interno della stessa scena, e ciò può sconcertare il lettore. Errori grammaticali assenti, ho trovato un paio di refusi appena, che in un romanzo di oltre 200 pagine sono un ottimo risultato, segno di un editing e una correzione delle bozze efficace.
 
Giudizio finale
 
Nonostante la vicenda sia contrassegnata da momenti tragici, da conflitti drammatici, "Il cuore segreto" non è un romanzo emotivamente "pesante"; l'autrice non gioca a solleticare la commozione, il turbamento del lettore: lascia parlare il racconto, che come ho scritto, procede in modo convincente, coerente fino alla fine, lineare. Ciò non significa che non si noti la mano della narratrice in diverse parti: l'episodio in cui Pino affronta se stesso chino su una scacchiera, la successiva conclusione inattesa della vicenda, di cui non raccontiamo nulla per ovvi motivi, è veramente ben costruita. Così come la parte che riguarda l'adolescenza di Sandra, di Diana, dei suoi amici. Un romanzo convincente, con alcune ingenuità tipiche dell''autrice esordiente, che non pregiudicano in alcun modo la lettura e l'immersione nella vicenda narrata.

venerdì 9 settembre 2016

Dove sono i danzatori?

Dove sono i miei sognatori oggi e stanotte.


Dove sono i miei danzatori che saltano follemente
piroettando e urlando.

 

 

 


Dove sono le mie donne quietamente sognanti,
imprigionate come angeli nel portico scuro
di un podere vellutato.


Danza danza danza...

 

Jim Morrison


venerdì 22 luglio 2016

Denti bianchi

«Ogni volta che sorridi ti si vedono i denti gialli, da fumatore seriale» gli dice la ragazza al secondo appuntamento. Una settimana dopo si rivedono al parco. È già primavera; lui non sorride più.
«Quando hai intenzione di prendere appuntamento dal dentista?» gli domanda guardandolo negli occhi.



È già passato un mese. Il sole le illumina i capelli fulvi accendendoli di riflessi preziosi.
«Sappi che finché non ti sarai fatto sbiancare i denti, io non ti bacerò» dice al ragazzo dallo sguardo triste.





Si rivedono un'ultima volta. Lui le corre incontro barcollando, lei attende perplessa guardandosi le unghie smaltate di bianco. Appena alza lo sguardo lancia un urlo. Rimane ipnotizzata a osservare gli spezzoni insanguinati che gli spuntano dalla bocca, tutto ciò che rimane dei suoi denti. Prima che il ragazzo perda i sensi accasciandosi davanti a lei, lo vede di nuovo sorridere.

martedì 28 giugno 2016

Quarant'anni


I quarant'anni di Alessio sono quasi arrivati. Tra una settimana sarà il suo compleanno e cade proprio di domenica. Seduto sulla poltrona, con in mano un bicchiere di wodka ghiacciata Moskovskaya, fantastica sul quel giorno. Decide di organizzare un lunch in agriturismo per festeggiare i suoi splendidi primi quarant'anni, anzi un matinée, con tanta musica House, giochi in piscina e wodka a fiumi. Inviterà Francesca la sua ex, Danilo il suo miglior amico, i colleghi di lavoro... e poi...

Finisce di bere la sua wodka e subito riempie il bicchiere. Manda un messaggio su WhatsApp alla sua ex, una splendida icona animata con un orsetto che danza. Francesca legge poi si disconnette. Bevendo la sua quarta Moskovskaya, invia un sms a Danilo che non ha WhatsApp. Gli risponde che è dispiaciuto ma domenica prossima ha un matrimonio. 






Composizione di Giuseppe Ragazzini


La quinta wodka gli procura un rigurgido acido; Alessio tossisce. I suoi colleghi... I suoi colleghi li odia. Fa per alzarsi in piedi ma urta il bicchiere che ha poggiato distrattamente sul bracciolo della poltrona. Il rumore del bicchiere che si infrange sul pavimento gli fa chinare il capo. Alessio osserva i riflessi del sole sui vetri sbriciolati e pensa al preavviso di licenziamento che ha ricevuto l'altro ieri. Alza le spalle indolente. Poi un altro rigurgido: vomita la sua pizza al pesto sfizioso sul pavimento. La poltiglia giallastra copre i vetri infranti e spegne i riflessi del sole.


lunedì 13 giugno 2016

Scrivener (e un dizionario migliore per il suo editor)

Inizia da oggi una nuova rubrica sui programmi di scrittura creativa, sul brainstorming, sui software per sviluppare idee et similia.

Impossibile in questo ambito non citare Scrivener, un programma di scrittura creativa molto conosciuto da scrittori, sceneggiatori, blogger; in rete ci sono guide eccellenti anche in italiano che illustrano le caratteristiche in modo ampio e particolareggiato; per esempio questa. Non mi soffermerò perciò per illustrarne l'uso o i punti di forza. Basti sapere che in un unico software è presente un editor di discreta fattura che all'occorrenza offre una visualizzazione essenziale (utile per evitare distrazioni), una "bacheca" dove poter organizzare appunti, ricerche, pdf, foto ecc.. e tante altre cose.

Potrete lavorare con capitoli, scene e quant'altro organizzandoli in modo personale ed efficiente, tenendo nello stesso  tempo a portata di mano le varie revisioni, accedendo a ricerche e ambientazioni e ad ogni tipo di file direttamente dal programma (senza cioè servirsi di software esterni, come visualizzatori di immagini, ecc...). Un uso evoluto del programma porterà ad apprezzare il modo in cui Scrivener gestisce le note o i tag, o ancora la praticità del suo motore di ricerca interno.




A chi è utile questo software? Senzaltro ad autori di saghe, romanzi lunghi, sceneggiature, articoli di una certa lunghezza; ho qualche dubbio che chi scrive racconti, romanzi brevi o semplici post del suo blog possa trovarne particolare giovamento, visto anche l'uso non proprio intuitivo, almeno all'inizio, del programma.

Tra i suoi difetti principali possiamo inoltre trovare un correttore ortografico basato su un dizionario italiano piuttosto datato, almeno per quanto riguarda la versione Windows; in pratica inutile, specialmente se siete abituati al correttore di Libre Office o a quello di Word.
Ma niente paura, a tutto c'è rimedio. Se volete saltare spiegazioni tecniche e il percorso con cui sono arrivato a implementare un miglior dizionario italiano, potete andare direttamente al link che vi permetterà di scaricarlo.





Il correttore ortografico di scrivener è basato su Aspel, di derivazione linux. Per macchine che funzionano con windows, la versione di Aspell (Aspell win 32) è ferma alla 5.02. La 5.02 ha diversi svantaggi: un vocabolario datato e povero, fermo all'edizione 2002 di poco più di 700Kb per esempio. L'elisione delle parole poi è deficitaria e spesso segnala come errori termini perfettamente corretti (es: dall'elenco, nell'albergo). Nella versione 6.0 e successive (solo Linux) il dizionario è stato molto migliorato. Potete trovarlo qui

Come detto però funziona solo se il vostro sistema operativo è Linux. Esiste tuttavia un modo, piuttosto complicato, per adattare il dizionario Aspell migliorato della versione 6.0 (Linux) alla vecchia versione 5.02 che usa Windows (e di conseguenza, Scrivener). Una volta scaricato il dizionario e decompresso nella cartella aspell\bin, è necessario aprire un terminale dos e far partire da linea di comando l'eseguibile word-list-compress.exe procedendo alla conversione. La stringa di comando che si trova nelle pieghe della rete necessaria per effettuare la conversione (il comando:
.\word-list-compress.exe d < .\it.cwl < .\aspell.exe --lang=it create
master .\it.rws) è però parzialmente errata. A forza di tentativi, un paio di anni fa sono riuscito in qualche modo a effettuare la conversione ottenendo il nuovo dizionario (con estensione rws, adatta al vecchio Aspell).

Lo trovate nella pagina dei downloads, qui

Una volta decompresso l'archivio, dovrete solo sostituire i files nel vostro dizionario Aspell (Troverete comunque le istruzioni dettagliate all'interno del file che avete scaricato) Naturalmente su Scrivener dovrai aver selezionato su Strumenti-Opzioni-Correzioni: il dizionario "Italian (Italy)"


Limiti del nuovo dizionario. Il dizionario Aspell nasce come dizionario per la lingua inglese. Segue la regola "Run-together" che non permette in Italiano di riconoscere come errori gli articoli indeterminativi maschili apostrofati (es: un'amico)

E' comunque un deciso passo in avanti rispetto al vecchio dizionario che usa Scrivener (quello che vi fa scaricare il programma se andate in strumenti, opzioni, correzioni; di default infatti è settato il dizionario inglese). Ora gli errori sono correttamente segnalati e il correttore ortografico è pienamente usabile!

lunedì 16 maggio 2016

E così vorresti fare lo scrittore?

Scrivere per Charles Bukowski

"Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.

se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.

se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perchè vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.

Se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.






se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos'altro
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.

non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall'autocompiacimento

le biblioteche del mondo
hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te
non aggiungerti a loro
non farlo
a meno che non ti esca
dall'anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all'omicidio,
non farlo
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da sè e continuerà finchè tu morirai o morirà in te.

non c'è altro modo
e non c'è mai stato."



Charles Bukowski

sabato 19 marzo 2016

Veniamo solo per sognare

Non è vero, non è vero,
che veniamo sulla terra per vivere!
Veniamo solo per dormire.
Veniamo solo per sognare.
Il nostro corpo è un fiore.
L’erba diventa verde in primavera,
così i nostri cuori si aprono
e sbocciano come fiori.
Alcuni aprono la corolla,
poi appassiscono…


Da: 
“La poesia del mondo. Lirica d’Occidente e d’Oriente” Guanda editore


Tochihuitzin Coyolchiuhqui  (poeta azteco, XV secolo)




lunedì 7 marzo 2016

La Vera Saggezza

"La vera saggezza", pagina 100 secondo volume, da "Molto dopo mezzanotte"

Ray Bradbury